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Verona-Roma 0-0: Fonseca esordisce in parità



ROMA – Sotto gli occhi di Dan e Ryan Friedkin, seduto in tribuna al Bentegodi, la Roma di Fonseca inizia la sua stagione con uno 0-0 che lascia molti rimpianti e qualche certezza. Da un lato è già evidente un problema, quello della finalizzazione. Senza Dzeko (in panchina per tutta la partita in attesa del passaggio alla Juve) la squadra non riesce a trovare il gol nonostante le notevoli occasioni accumulate, soprattutto nel primo tempo. Le note positive, però, non mancano: lo stato di forma stratosferico Spinazzola e la qualità superiore di Pedro. Con Milik le cose dovrebbero migliorare, almeno all̵

7;inizio. Al Bentegodi, però, anche la Roma ha rischiato di perdere con i padroni di casa capaci di centrarne due dormienti sensazionali contro una botta dei giallorossi in finale. Nel mezzo tanti gol sprecati, continui capovolgimenti del fronte, a bella partita e un ritmo gara molto alto nonostante il campionato sia appena iniziato.

Le scelte formative

Fonseca sceglie prima Pedro titolare e foglie, come previsto, Dzeko sulla panchina. C’è nella porta Mirante preferito a Pau Lopez. Cristante nel ruolo che sarà – almeno questa è l’auspicio del tecnico portoghese – di Smalling. All’esterno Spinazzola a sinistra e Karsdorp sul lato opposto. Pellegrini in campo con la fascia da capitano. Juric È in totale emergenza: nessun neo acquisto Favilli, Lazovic, Magnani e Benassi sono fuori dai giochi con l’Empereur costretto a partire dopo pochi minuti per un problema muscolare. In difesa c’è l’ex Roma Cetin mentre l’avventura di Barak a Hellas.

Una bella Roma nel primo tempo: ma il gol?

La prima metà è un monologo di Roma, quasi. I giallorossi fanno la partita, costruiscono trame efficaci, verticalizzano con grande pericolo, raccolgono gol a ripetizione ma non finalizzano. Non è un piccolo problema. L’assenza di una punta di peso simile Dzeko di fronte si sente nonostante Mkhitaryan fare anche l’impossibile per non fargliela pentire. I colloqui armeni con cui è una bellezza Pedro, all’esordio e con una voglia matta di spaccare il mondo ma con il fiato corto tanto da svanire dopo una buona mezz’ora giocata a mille all’ora. La Roma di Fonseca sembra nel gioco. È veloce e spaventa più volte la fragile retroguardia avversaria con repentini verticalizzazioni e grandi idee a sinistra di Spinazzola (più coinvolto di Karsdorp dalla parte opposta), a tratti inespugnabile e in assoluto il migliore in campo. Tuttavia, le numerose incursioni dell’esterno azzurro non vengono mai sfruttate dai compagni di squadra che sotto misura non trovano lo specchio del gol divorando gol in successione con Pedro è Mkhiratyan tra i più imprecisi. E Verona? Soffre ma non si limita a farlo. Attacca la Roma con determinazione in mezzo al campo nonostante uno evidente differenza nei valori tecnici ma non appena ne ha la possibilità cerca di pungere come alla fine del tempo quando Tameze colpisce incredibilmente la traversa su un sogno assistito da Faraoni. In questa occasione è decisivo l’intervento del puro istinto Mirante. Episodio sfortunato a parte, la difesa della Roma regge bene senza lasciare grandi occasioni agli avversari. Accanto alla difesa centrale Cristante Mancini è Ibanez forma un muro che gli attaccanti di Verona possono solo graffiare senza mai crollare. Bravo anche in mezzo al campo Veretout è Pellegrini.

La festa delle croci

Nella seconda metà del Verona si riavvia con Zaccagni invece di deludere Tupta. I ritmi sono alti, il gioco resta godibile con continui ribaltamenti davanti. I padroni di casa tornano più convinti e sfiorano prima il gol Di Carminio e poi con Faraoni. La Roma appare meno dominante e decisamente più senza fiato. Pedro, ancora tonico e scattante come ad inizio partita, costruisce un paio di occasioni da rete ma non riesce a finalizzare. Verona sfiora il vantaggio al 65 ‘con un colpo di testa di Di Carmine sotto misura leggermente alto. È un segnale di allarme per la difesa della Roma e una luce accesa per Juric che capisce di potersi portare a casa il bottino pieno. All’interno, quindi, il nuovo acquisto Barak e il difensore Ruegg. Nuove forze per una squadra molto più vivace di quella vista nella prima parte. La Roma, invece, torna molto pericolosa al 74 ‘con uno conclusione dal limite Pellegrini deviato in angolo da un super Silvestri. Fonseca porta via l’esausto Karsdorp per Santon e inserti Kluivert al posto di Pellegrini. All’82 ‘Verona colpisce il suo seconda traversa clamorosa della serata con un tiro incrociato di Di Marco che bypassa Mirante con una traiettoria imprevedibile. Il finale è al cardiopalma. 86 ‘ Spinazzola inventa un tiro volante da campione ma la palla è stampata sulla traversa. È una notte infestata per entrambe le squadre. Lo 0-0 finale non rispecchia quello che abbiamo visto in campo: quella del Bentegodi è stata una partita davvero divertente.




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